Dieta chetogenica e integrazione

26 Maggio 2022

Come ben sappiamo, nell’epoca del benessere fisico prendono piede diversi regimi alimentari, quasi sempre differenti e fatti su misura per ogni esigenza fisica e salutare.

Piatto di legno con salmone crudo e rucola

Tabella dei Contenuti

Oggi parleremo della dieta chetogenica, la cui nascita ha una storia particolare.

Inizialmente messa a punto negli anni ’20 per curare l’epilessia infantile, prende poi piede negli anni ’70 per combattere l’obesità. Nel 1993 dei medici americani ne ufficializzarono l’utilizzo nel protocollo dietetico del Ministero della salute, e da quel momento viene utilizzata in base alle esigenze, fino ai giorni nostri.

Ma cosa fa nello specifico?

La dieta chetogenica è un regime alimentare che riduce drasticamente i carboidrati ingeriti, aumentando di conseguenza le proteine e soprattutto i grassi.

Il suo scopo principale è costringere l’organismo ad utilizzare principalmente i grassi corporei come fonte di energia (STATO DI CHETOSI). Questo, ha uno straordinario effetto di sgonfiamento e disintossicazione del corpo. É importantissimo che la dieta chetogenica sia messa a punto da un medico e realizzata  in maniera professionale e non improvvisata. 

La dieta keto o anche definita ‘dieta dei 21 giorni’ (dovuta alla sua consueta durata) ha nello specifico 4 fasi:

  1. Privazione dei carboidrati;
  2. Insorgenza della chetosi;
  3. Accelerazione del dimagrimento e produzione di corpi chetonici;
  4. Eliminazione dei corpi chetonici attraverso la diuresi.
 

Analizziamo bene quindi il ciclo.

Nella prima fase, come già detto vengono eliminati tutti i carboidrati, questo induce il corpo allo stato di chetosi nei primi giorni, ovvero la fase 2.

Durante questa possono manifestarsi stati di debolezza, affaticamento e spossatezza, dovuti al drastico cambiamento nel corpo. NB! in questa fase si consiglia sempre un confronto con il proprio medico/nutrizionista che, se necessario indicherà le eventuali integrazioni da fare per risentirne di meno. 

Arriviamo ora alla fase 3, di sicuro quella più attesa. Il vero momento in cui si iniziano a perdere kg, soprattutto nelle zone più critiche: pancia, braccia, cosce e fianchi. Questa è probabilmente la ragione che vi spingerà ancora di più a tener duro! 

A questo punto i chetoni inizieranno ad essere biodegradati dall’organismo. Siamo adesso alla fase finale dove i chetoni dovranno essere eliminati dal corpo attraverso le urine, e qui ci avvaliamo dell’aiuto di un integratore drenante specifico.

Altre cose da sapere: tipologie e integrazione

Esistono diverse tipologie di dieta chetogenica, qui riportiamo sei varianti: 

  • SKD: ovvero la cheto standard;
  • MCT: ovvero dei macronutrienti ripartiti,
  • Ciclica: ovvero dieta dei body builder;
  • LGIT: per il miglioramento dei parametri ematologici;
  • Depurativa: per detossificare l’organismo;
  • Dimagrimento veloce: per la perdita di peso in zone critiche.
 

Sarà chiaramente un professionista a consigliarvi la tipologia più adatta a voi, in relazione alle vostre esigenze e necessità e che, come specificato anche prima, potrà affiancare al vostro piano le dovute integrazioni. Le integrazioni, infatti sono molto importanti in un percorso di questo tipo perchè molti costituenti nutritivi che verranno eliminati devono necessariamente essere reintegrati.

Cosa è consigliato integrare?

  • Le vitamine, soprattutto quelle del Gruppo B, la vitamina C e la Vitamina D;
  • Zinco;
  • Magnesio;
  • Selenio;
  • Acetyl Carnitina;
  • Acido Lipoico

Il parere dell’esperto

Come possiamo immaginare, se fino ad oggi è stata utilizzata un motivo c’è. Infatti non è  pericolosa la dieta di per se, diventa pericolosa nel momento in cui viene improvvisata con le classiche diete “fai da te”, e non ci si affida invece a medici competenti che hanno studiato per fare questo.

Noi di Meyia, quindi, sentiamo di consigliarti di avviare questa pratica se veramente coscienti e sotto controllo medico. Questo perché una dieta chetogenica non corretta può portare a serie problematiche e disturbi pericolosi, fra i quali uremia, disidratazione, perdita di elettrodi, carenze di fibre, calcoli biliari, e via dicendo.